Ti svegli la mattina già con l’ansia addosso.
Ti infili nel traffico o nella metro con lo stomaco chiuso.
Al lavoro ti senti invisibile, sfruttatə, giudicatə.
Ma il problema non è solo il lavoro.
È che sai di essere qui per fare altro.
Dentro di te senti una chiamata chiara:
aiutare le persone, ascoltarle, guidarle, accompagnarle in un percorso di cambiamento.
Forse studi coaching, counseling, discipline olistiche.
Forse già ascolti gli altri, dai consigli, sostieni.
Eppure ogni mattina torni in un posto che non ti rappresenta.
La sera, stanchə e svuotatə, scrolli il telefono cercando risposte.
Segui coach, guide, formatori. Pensi: “Potrei farlo anch’io.”
Ma poi arriva la domanda che ti blocca: “Ma davvero posso farne un lavoro?”
Perché quando pensi di lasciare il posto fisso e aprire la tua attività da coach, arriva il panico:
“E se non trovo clienti?”
“E se nessuno mi paga?”
“E se non sono abbastanza bravə?”
“E se deludo chi si aspetta che io faccia qualcosa di sicuro?”
Non è che non sei portatə.
È il tuo subconscio che ti tiene fermə.
Crede che esporsi sui social, chiedere denaro, mettersi in proprio sia pericoloso.
E così ti blocca proprio quando potresti iniziare.