Il mio lavoro è guidarti con PSYCH-K®, e altre tecniche di riprogrammazione del subconscio, a distinguere chi sei davvero da ciò che ti è stato insegnato a essere, per creare una direzione professionale in cui sentirti finalmente
valorizzatə, liberə e allineatə.
La tua realizzazione non è lontana.
Non è qualcosa da conquistare fuori.
È già dentro di te.
E comincia da un primo passo:
scegliere di ascoltarti davvero.
Per anni ho lavorato nel mondo della moda di lusso come designer.
Avevo raggiunto un obiettivo che, da fuori, sembrava un sogno: un lavoro creativo, riconosciuto, stabile.
Dentro, però, qualcosa non tornava. Con il tempo ho iniziato a reggere ritmi sempre più alti, pressioni costanti, richieste continue.
Il lavoro era creativo solo sulla carta. Nella realtà era tossico, alienante, disumano.
Ho resistito a lungo. Mi dicevo che era solo una fase, che le cose sarebbero migliorate, che dovevo stringere i denti come avevo sempre fatto.
Ma non succedeva.
Nel frattempo il mio corpo ha iniziato a parlare al posto mio.
Ho sviluppato intolleranza al lattosio, problemi digestivi importanti, disturbi legati all’apparato riproduttivo.
Vivevo con ansia costante, dolori fisici continui e una sensazione profonda di irrequietezza e insoddisfazione.
Non era semplice stress. Era il segnale di una frattura profonda tra ciò che stavo vivendo e ciò che ero davvero.
Finché il burnout mi ha costretta a fermarmi.
È stato allora che ho chiesto aiuto. La psicoterapia mi ha sostenuta, ma non era sufficiente.
Capivo molte cose, ma dentro non cambiava davvero.
Il vero punto di svolta è arrivato quando ho iniziato a lavorare sul subconscio attraverso PSYCH-K®.
Non è stato un lavoro “mentale”. È stato un lavoro profondo, che ha coinvolto corpo, emozioni e sistema nervoso.
Attraverso la riprogrammazione del subconscio ho iniziato a sciogliere credenze radicate come:
dover resistere, adattarmi, non deludere, non disturbare. Ho rilasciato emozioni come l’ansia e il corpo ha iniziato a rispondere.
Ho iniziato a sentirmi di nuovo a casa dentro di me.
È stato lì che ho compreso una cosa fondamentale: la mia insoddisfazione lavorativa non era un capriccio né una mancanza di gratitudine.
Dietro la paura di licenziarmi e di perdere la sicurezza economica c’erano radici molto più profonde.
La convinzione di non valere abbastanza. La paura di non essere all’altezza di creare qualcosa di mio senza il supporto di un’azienda.
Continuare a farmi aiutare non è stata una scelta teorica. È stata una necessità.
Ed è proprio grazie a questo percorso che ho capito che non ero destinata a restare dipendente.
Che il desiderio che sentivo da tempo non era “scappare da un lavoro”, ma aiutare altri a non perdersi come mi stavo perdendo io.
Quando quei blocchi interiori si sono sciolti, anche la realtà esterna ha iniziato a muoversi.
Dopo tre mesi di lavoro sul subconscio sono stata licenziata. Ho ricevuto TFR, disoccupazione e buonuscita.
Mi sono formata in PSYCH-K®, Pranic Healing™ e nel lavoro sulle emozioni intrappolate nel corpo
perché sono stati proprio questi approcci a permettermi di uscire da una vita professionale che mi spegneva
e costruire una nuova identità come guida.
Oggi utilizzo ciò che ho studiato e integrato per aiutare persone che, come me, non si riconoscono più nel ruolo di dipendente
e sentono il desiderio profondo di creare qualcosa di proprio, esporsi e vivere del loro talento senza essere bloccate dalla paura o dal subconscio.
All’inizio accompagnavo soprattutto dipendenti insoddisfatti che volevano lasciare il lavoro e costruire una professione più autentica.
Mi cercavano persone che vivevano la stessa frattura che avevo attraversato: stanchezza, disallineamento, paura di lasciare la “sicurezza” e desiderio di iniziare a guidare gli altri.
Con il tempo, però, è successo qualcosa che non avevo previsto.
Le persone che arrivavano da me non erano più solo dipendenti in crisi professionale.
Erano aspiranti coach, coach in fase di avvio, counselor, healer e professioniste del benessere.
Persone che volevano guidare gli altri, ma si bloccavano proprio quando il loro lavoro iniziava a diventare reale: paura di esporsi, instabilità emotiva, difficoltà a creare clienti, auto-svalutazione, crolli quando i risultati non arrivavano subito.
Ho capito che non era un caso.
Stavo attirando chi risuonava con la trasformazione che avevo incarnato: il passaggio da dipendente a guida, con tutto ciò che comporta a livello di identità, corpo, subconscio ed energia.
È lì che ho scelto di specializzarmi in questo tipo di accompagnamento, perché il mio lavoro stava già indicando la direzione.
Oggi accompagno soprattutto aspiranti coach, coach in avvio e professionisti olistici che vogliono vivere del loro lavoro di guida, ma si fermano quando serve stabilità, centratura e un corpo che non vada più in protezione.